Vittorio De Sica

Cresce in una modesta famiglia in Ciociaria (a Sora, dov’è ancora visibile la sua casa natale), a metà strada tra le due città della sua vita: Napoli e Roma. Si diploma in ragioneria e prima di entrare nel mondo del teatro, ancora giovanissimo, lavora alla Banca d’Italia. Debutta in teatro a sedici anni alternando lavori vari per mantenere la famiglia. Negli stessi anni debutta anche nel cinema con una piccola parte in ‘L’Affaire Clemenceau’ (1917), di Alfredo De Antoni. Nel 1923 entra nella compagnia teatrale di Tatiana Pavlova, interpretando ruoli di tipo macchiettistico che riscuotono un gran successo tra il pubblico. Nel 1932 ottiene il suo primo successo cinematografico interpretando Bruno nel film ‘Gli uomini… che mascalzoni!’, di Mario Camerini, un trionfo alla Mostra di Venezia. Nel 1933 fonda una compagnia teatrale con Giuditta Rissone, che diventerà sua moglie nel 1938. Subito dopo nasce la prima figlia Emy. L’esordio alla regia è del 1940 con ‘Rose scarlatte’, di cui è anche protagonista. Il film della svolta della sua carriera, che segna l’inizio della feconda collaborazione con lo sceneggiatore Cesare Zavattini, è ‘I bambini ci guardano’ (1943), la storia di una famiglia divisa vista dall’occhio di un bambino sballottato tra genitori e parenti. Nel dopoguerra dirige due opere che figurano tra i capolavori del neorealismo: ‘Sciuscià’ (1946) e ‘Ladri di biciclette’ (1948), che vincono entrambe l’Oscar speciale, successivamente sostituito dal premio per il miglior film straniero. Nel 1951 gira ‘Miracolo a Milano’ che si aggiudica la Palma d’oro a Cannes. L’anno dopo realizza un altro dei suoi capolavori, ‘Umberto D’, considerato dalla critica il punto più alto della sua opera. Nella seconda parte della sua carriera, De Sica sposta il suo interesse sulla commedia folkloristica dai toni leggeri. Dirige ‘L’oro di Napoli’ (1954), interpretato da Totò, Eduardo De Filippo e Sophia Loren. Nel 1960 sceglie la Loren per interpretare il ruolo della protagonista ne ‘La Ciociara’, tratto dal romanzo omonimo di Alberto Moravia. Con questa interpretazione l’attrice vince il premio Oscar e la Palma d’oro del festival di Cannes come migliore attrice. De Sica vince altri due Oscar con ‘Ieri, oggi, domani’ (1963) e con ‘Il giardino dei Finzi Contini’ (1970). Separato dalla prima moglie, il regista ottenuta la cittadinanza francese, sposa nel 1968 l’attrice spagnola Maria Mercader dalla quale aveva già avuto i figli Manuel (compositore) e Christian (attore e regista).


    • Gentile utente, come può vedere il blog è fermo da un bel po’, ma è intenzione della nostra Associazione metter mano al suo restyling appena possibile, anche attraverso l’ausilio di mappe interattive, per ritrovare le specifiche location..la ringraziamo della sua informazione integrativa (peraltro già di nostra conoscenza) e speriamo di averle fatto cosa gradita nell’immediato aggiornamento del relativo testo. Continui a seguirci, se interessata alla tematica..;-)


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