Gli Atomi

“Quante volte avete letto appiedi d’un articolo, di una novella, di una poesia, un nome sconosciuto; e quante volte, dopo aver scorso quell’articolo, quella novella, quei versi, che vi son parsi belli, non avete domandato a voi stessi: chi sarà questo tale?
Ve lo dirò io: è un atomo.
Che cosa è un atomo?
L’atomo è tutto ed è nulla.
Oggi è uno scolaretto rimandato agli esami che sfoga il suo malumore in versi più o meno endecasillabi, più o meno rimati; è un giovinastro scapato che immagina una storiella al caffè, tra due partite di bigliardo, e la scrive nella sua camera, tra un sigaro e l’altro; è un povero diavolo senza risorse, che ha molta buona volontà, molte speranze e niente quattrini, e scrive biografie ed articoli di appendice a una lira la colonna.
Domani sarà un Direttore di giornali, un deputato, un poeta.
Ditemi ci avete mai pensato a quei nomi oscuri, scritti sotto una colonna di giornale, a quei poveri atomi perduti nello spazio? Avete mai pensato alla lotta che essi combattono contro l’oscurità?
È una lotta di ogni giorno, d’ogni ora. Una lotta sorda e terribile, anzi tanto più terribile, in quanto ha luogo nelle tenebre. Solo chi vi ha preso parte può comprenderla. Chi non ne ha seguito passo per passo tutte le ansie, tutti gli scoramenti, tutte le angosce, non potrà formarsi un concetto preciso degli esseri oscuri che ho chiamato atomi, e non potrà apprezzarli come meritano.
Sì, come meritano.
Anch’io sono una nullità, sono un povero atomo lanciato nello spazio, perduto nel turbine di milioni d’altri atomi, eppure sollevo alteramente il capo e sono fiero di me.
Noi non imprechiamo nell’oscurità, noi le facciamo la guerra. Sentiamo la vita circolarci per le membra, abbiamo nel cuore un tesoro di fede e di speranza: ci sentiamo forti e combattiamo: la nostra arma è l’ingegno, l’amore dell’arte è la nostra forza, il nostro motto Excelsior.
E quelli che ridono dei nostri sforzi, e quelli che ci compiangono, noi li disprezziamo e li sfidiamo.
Vogliamo essere ammirati: se non lo siamo ora, verrà un tempo che lo saremo.
Se sapeste quanta forza di volontà, quanto amore per l’arte e la gloria anima noi, poveri atomi, creature ibride ed oscure, non ridereste dei nostri sforzi e dei nostri dolori. Noi non mendichiamo un po’ di luce: vogliamo farcela da noi.
Non vi chiediamo di strapparci all’oscurità, vi chiediamo di essere spettatori imparziali della lotta che sosteniamo contro di lei e di non ridere di noi, se vi pare troppo disuguale.
Se fosse superiore alle nostre forze, saremmo tutti schiacciati o travolti nel turbine: invece le nostre fila ingrossano ogni giorno, e ci sentiamo ogni giorno più forti.
Quell’articolo rincantucciato in un angolo, quella novella che fa modestamente capolino in un’appendice, quei poveri versi, sono come tante bocche che vi gridano all’orecchio i nostri nomi.
A poco a poco, a meno che non siate sordi, finirete coll’impararli.
È questo il nostro scopo: perché se non li avrete imparati questi nomi, se non vi saranno divenuti cari, gli editori non pubblicheranno i nostri libri, e i capicomici non reciteranno i nostri drammi.
L’atomo è dunque l’uovo da cui dovrà sbocciare un grand’uomo; è il germe di tutti i romanzieri, di tutti i giornalisti, di tutti i poeti che formeranno un giorno la vostra ammirazione.
Ecco che cosa è un atomo”.

Edoardo Scarfoglio


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